Hosting con PEC per studi professionali: le differenze tecniche e cosa verificare prima di migrare
Conservazione decennale, log dei gestori e listini a confronto: cosa cambia tra un hosting email normale e uno che deve reggere anche la PEC.
Redazione UptimeMag · 30 ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Chi gestisce il sito di uno studio professionale o di una PMI italiana prima o poi si trova davanti alla stessa domanda: posso spostare il dominio su un altro hosting se sopra ci sono anche caselle PEC attive? La risposta tecnica è quasi sempre sì, ma PEC e posta normale non sono la stessa cosa, e trattarle allo stesso modo in fase di migrazione crea buchi di conservazione che poi nessuno nota finché non servono in un contenzioso.
Perché un hosting con PEC non è un hosting email qualunque
La Posta Elettronica Certificata non è un prodotto di mercato come l'email tradizionale: è un sistema definito dal DPR 11 febbraio 2005, n. 68 come "ogni sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente documentazione elettronica attestante l'invio e la consegna di documenti informatici", con trasmissione valida agli effetti di legge. Questo comporta tre differenze tecniche concrete rispetto a una casella IMAP qualsiasi.
La prima è la conservazione. La normativa prevede una durata della conservazione di almeno 10 anni dalla data dell'ultima registrazione: tutti i messaggi PEC, inviati e ricevuti, devono essere archiviati per questo periodo. Un hosting email normale non ha nessun vincolo del genere: se cancelli una casella dopo la disdetta, al massimo perdi dei messaggi personali.
La seconda è il log. Qui la differenza è più tecnica e meno nota: la normativa tecnica di settore impone ai provider l'obbligo di conservazione delle registrazioni operative per un periodo minimo di trenta mesi, termine oltre il quale i gestori sono legittimamente autorizzati all'eliminazione di tali evidenze. Tradotto: il gestore PEC non tiene i log per sempre, li tiene 30 mesi. Chi deve dimostrare una ricevuta di consegna di 5 anni fa non può contare sul fatto che il provider gliela recuperi da solo: deve aver già conservato lui quella prova, in un sistema di conservazione a norma separato dalla semplice casella.
La terza differenza riguarda gli SLA: un gestore PEC è iscritto in un elenco pubblico e sottoposto a regole di continuità del servizio diverse da un normale fornitore di caselle email, perché la mancata consegna di un messaggio PEC ha valore legale.
Chi offre PEC in Italia
I principali provider autorizzati in Italia includono Aruba PEC, Poste Italiane (Postecertifica), InfoCert (Legalmail), Libero Mail PEC, Virgilio PEC, Register.it, IONOS e LetteraSenzaBusta (SuperPEC), tutti iscritti nell'elenco pubblico dei gestori PEC tenuto da AgID. Sul listino ufficiale Aruba, consultato il 30 ottobre 2026, la casella PEC Standard da 1 GB costa 9,90 euro + IVA all'anno di rinnovo (5,00 euro + IVA il primo anno), mentre la PEC Pro da 5 GB (2 GB di casella più 3 GB di archivio, con notifica SMS e app mobile) costa 25,00 euro + IVA all'anno; lo spazio aggiuntivo, sia di casella che di archivio, costa 5,00 euro + IVA per ogni GB all'anno. Chi lavora con hosting integrato a PEC trova offerte anche presso Register.it e IONOS: prima di confrontare i prezzi conviene però leggere il listino di ciascun fornitore il giorno stesso, perché diversi provider applicano un prezzo promozionale il primo anno che sale sensibilmente al rinnovo.
Cosa chiedere prima di spostare un dominio con PEC attive
Prima di avviare il trasferimento di un dominio che ha caselle PEC collegate, conviene mettere per iscritto queste domande al fornitore attuale e a quello nuovo:
- La PEC è ospitata sullo stesso account del dominio o è un servizio separato collegato via MX? Se è separata, il trasferimento del dominio non la tocca.
- Chi è il gestore accreditato della PEC (verificabile nell'elenco pubblico AgID) e resta lo stesso dopo la migrazione del sito, o cambia anche quello?
- Dove sono conservati i messaggi più vecchi di 30 mesi, visto che oltre quel termine il gestore può aver già cancellato i log operativi?
- Il nuovo fornitore di hosting offre un servizio di conservazione a norma separato, o bisogna attivarlo altrove?
- Qual è la finestra di interruzione prevista per l'MX e chi se ne assume la responsabilità contrattuale in caso di messaggi persi durante il cambio?
Su questi punti la risposta non è una questione di hosting ma di fornitore PEC accreditato: per la validità legale della singola comunicazione o per dubbi specifici conviene sempre rivolgersi al gestore PEC o a un consulente legale, non al pannello di hosting.
Testo redatto con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato dalla redazione (AI Act, art. 50).