Spostare un sito WordPress senza perdere posizioni Google: la checklist
Checklist pratica per cambiare hosting o dominio a un sito WordPress: cosa copiare, TTL DNS, redirect 301 e strumento Cambio di indirizzo di Search Console.
Redazione UptimeMag · 15 ottobre 2026 · 3 minuti di lettura

Chi gestisce un sito WordPress prima o poi deve spostarlo: cambio hosting, cambio provider, a volte anche cambio dominio. La domanda che conta è una sola: come farlo senza che Google cancelli settimane o mesi di posizionamento. La risposta non è un trucco, è una sequenza di passaggi che vanno fatti nell'ordine giusto, con un paio di giorni di anticipo sul cutover vero e proprio.
Cosa copiare: file e database
Un sito WordPress sono due cose: i file (core, plugin, temi, cartella wp-content/uploads) e il database MySQL con contenuti, utenti e impostazioni. Vanno copiati entrambi, nello stesso momento, e il sito va testato sul nuovo hosting prima di toccare il DNS — tramite un URL temporaneo o modificando il file hosts in locale. Una migrazione che salta il test prima del cambio DNS è il modo più comune per scoprire un errore quando il sito è già online sul nuovo indirizzo e il vecchio non risponde più.
DNS: abbassare il TTL prima, non dopo
Il punto che si dimentica più spesso è il TTL (time to live) dei record DNS, cioè per quanto tempo i resolver nel mondo tengono in cache il vecchio indirizzo IP. Abbassare il TTL a 300-600 secondi 24-48 ore prima della migrazione accelera la propagazione da oltre 24 ore a 1-4 ore. Se non lo si fa, una parte dei visitatori continuerà a vedere il vecchio sito per uno o due giorni dopo il cambio.
| Fase | TTL | Quando |
|---|---|---|
| Normale esercizio | 3600-86400 s | Prima della pianificazione |
| Pre-migrazione | 300 s | Almeno 24-48 ore prima del cutover |
| Dopo la migrazione (stabile) | 3600 s o superiore | Quando tutto funziona |
Dopo il cambio, è buona pratica mantenere il vecchio server accessibile per almeno 48 ore, meglio ancora 72, così chi ha ancora in cache il vecchio IP non trova un sito spento.
Redirect 301: solo se cambia l'URL
Se il dominio resta lo stesso e cambia solo il server, non servono redirect. Se invece cambiano gli URL (nuovo dominio, cambio struttura dei permalink, passaggio a HTTPS), serve un redirect 301 per ogni vecchia pagina verso la corrispondente nuova pagina — non un redirect generico verso la home. Secondo la documentazione ufficiale di Google sullo strumento Cambio di indirizzo, lo strumento va usato dopo aver spostato e reindirizzato il sito, mai prima.
Search Console: quando (e quando no) usare il Cambio di indirizzo
Lo strumento si trova in Search Console sotto "Impostazioni" → "Cambio di indirizzo" e richiede che entrambi i domini, vecchio e nuovo, siano verificati sullo stesso account. Vanno però distinti i casi: per lo spostamento da HTTP a HTTPS, non va usato questo strumento; Google si accorgerà comunque delle modifiche. Lo stesso vale per lo spostamento interno di pagine o il passaggio www/non-www: in questo caso va usato il tagging canonico e/o i reindirizzamenti, senza usare lo strumento Cambio di indirizzo. Lo strumento serve solo per il trasferimento completo del sito da un dominio o sottodominio a un altro.
Checklist operativa
- Backup completo di file e database, testato prima di procedere.
- 24-48 ore prima del cutover: TTL dei record A/AAAA (e MX se cambia la posta) a 300 secondi.
- Copia file e database sul nuovo hosting, test via file hosts o URL temporaneo.
- Se cambia l'URL: redirect 301 pagina per pagina, aggiornamento della sitemap XML.
- Cambio DNS, mantenendo il vecchio server attivo 48-72 ore.
- Se cambia il dominio: verifica del nuovo dominio in Search Console, poi strumento Cambio di indirizzo.
- Monitoraggio in Search Console di copertura e scansione nelle settimane successive.
Testo redatto con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato dalla redazione (AI Act, art. 50).