Cloudflare Managed Defense: un harness multi-agente per filtrare gli alert di sicurezza
Cloudflare mette in beta un sistema multi-agente che separa raccolta prove e analisi AI per ridurre falsi positivi su Managed Defense.
Redazione UptimeMag · 7 ottobre 2026 · 2 minuti di lettura

Cloudflare ha messo in beta un nuovo motore di analisi per Managed Defense, il servizio Enterprise che affianca analisti umani alla gestione di WAF, DDoS e Magic Transit. Il problema che l'azienda dice di risolvere è quello che ogni sistemista conosce: un singolo evento può generare decine di alert correlati, e un analista deve decidere in fretta quali silenziare, quali sono falsi positivi e quali richiedono escalation.
Perché un solo agente non basta
Il primo prototipo usava un singolo agente AI generalista a cui veniva passata l'intera indagine. L'architettura separa la raccolta deterministica delle prove e l'applicazione dello scope dall'inferenza del modello per prevenire le allucinazioni: una fase di ricognizione fissa raccoglie prove versionate e con timestamp, un modello di triage leggero (Clef, il modello decisionale open-source di Cloudflare) filtra i probabili falsi positivi, e quattro agenti specialisti (traffico, contesto cliente, telemetria globale, threat intelligence) analizzano in parallelo gli alert rimanenti.
Un agente di sintesi combina i risultati tipizzati dei quattro specialisti in un'unica advisory; codice applicativo valida ogni citazione rispetto a un pacchetto di prove prima di produrre le raccomandazioni. La responsabilità finale resta però umana: gli analisti Managed Defense mantengono l'autorità decisionale finale su classificazioni e mitigazioni.
Clef, due volte nella pipeline
Il modello Clef, di cui Cloudflare ha pubblicato i pesi su Hugging Face sotto licenza Apache 2.0 a inizio ottobre, viene usato due volte: prima come filtro rapido sugli alert a bassa priorità, poi per valutare se le prove raccolte sono sufficienti a una decisione. A differenza di un LLM generativo, Clef legge uno stato in input e un insieme di domande tipizzate, poi restituisce una probabilità per ogni risposta ammessa, dando all'agente una decisione strutturata su cui agire subito, per esempio instradare il ticket, bloccare la richiesta o fare escalation a un umano.
Quando una fonte di dati non risponde — un timeout, un lookup di threat intelligence senza match — il sistema non forza una conclusione: distingue fra "non controllato", "controllato senza riscontro" e "controllato con prova di assenza", e se l'evidenza è insufficiente non propone classificazione.
Chi può provarlo
La beta è disponibile per gli alert di application security idonei all'interno di Managed Defense. Chi ha già in produzione WAF, protezione DDoS o Magic Transit di Cloudflare può chiedere l'accesso al proprio account team Enterprise.
Testo redatto con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato dalla redazione (AI Act, art. 50).